GIOVANNI MAZZARINO MUSIC
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Il senso del Jazz: ritratto di Giovanni Mazzarino

Considerato uno dei pianisti più eleganti e autorevoli del jazz italiano ed europeo, Giovanni Mazzarino incarna l’idea del musicista completo: pianista, compositore, didatta, direttore artistico ed editore, animato da una visione culturale che attraversa tutta la sua attività. La sua è una vita interamente dedicata al Jazz, inteso non come semplice repertorio, ma come modo di essere: un equilibrio di ascolto, consapevolezza, ricerca e dialogo creativo. La critica lo descrive come un interprete capace di coniugare rigore formale e naturalezza espressiva, dotato di un tocco calibrato, di una forte intenzione melodica e di una familiarità profonda con la tradizione del modern mainstream. Il suo pianismo – lirico, misurato, costruito su un fraseggio lineare e raffinato – richiama gli eredi della grande scuola americana, da Bill Evans a Wynton Kelly, da Red Garland a Tommy Flanagan, pur trasformando tali influenze in una cifra personale, caratterizzata da eleganza, buon gusto e un senso dello swing saldo e naturale. Marco Losavio (Jazzitalia) ha scritto che Mazzarino “riflette l’essere pianista-musicista-compositore che, con un grande bagaglio del passato, applica nel suo presente quanto oggi sente indispensabile per la sua musica”, sottolineandone la cura minuziosa dei dettagli dinamici, degli incastri ritmici e armonici, delle voci e dei timbri, e la capacità di inserire “note essenziali ma ricche di musica”, capaci di parlare immediatamente all’ascoltatore.
Foto
Giovanni Mazzarino con Enzo Randisi e Bobby Durham
La sua attività professionale inizia in Sicilia nel 1985, ma è a partire dal 1988 che il suo percorso prende slancio grazie all’incontro con Enzo Randisi, il grande vibrafonista palermitano che lo riconosce subito come pianista affine e ne farà un partner privilegiato fino alla sua scomparsa nel 2006. La Palermo degli anni ’90, crocevia di personalità e idee, segna profondamente la crescita umana e artistica di Mazzarino, che in quegli anni entra in contatto con la storica generazione del Jazz italiano – Romano Mussolini, Gianni Basso, Franco Cerri, Gil Cuppini, Lino Patruno, Gianni Sanjust, Bruno Longhi – assimilando non solo la tradizione, ma un approccio etico alla musica come responsabilità culturale. Questa eredità si intreccia con le influenze americane che hanno contribuito alla formazione del suo linguaggio, definendo uno stile in cui forma e spontaneità convivono con equilibrio naturale.
Nel corso della sua carriera Mazzarino ha pubblicato ventidue dischi da leader, ha partecipato a oltre cinquanta album come sideman ed è stato insignito nel 2002 del Top Jazz di Musica Jazz come Miglior Nuovo Talento Italiano. Spesso riconosciuto dalla critica come uno dei pianisti più significativi della sua generazione, ha collaborato con molti protagonisti del panorama internazionale: la vocalist americana Joan Cartwright, che nel 1995 lo vuole come direttore musicale dei suoi tour europei; Randy Brecker, con cui registra nel 1998 il live al Brass Jazz Club di Palermo; Mark Murphy, con il quale dal 1999 al 2007 instaura una delle partnership più intense della sua carriera, apprezzato per la sua capacità di “suonare a servizio della voce”. A queste si aggiungono collaborazioni con Anne Ducros, Eilena Williams, Silvia Droste, Rigmor Gustafsson, e con musicisti come Tom Harrell, Steve Swallow e Adam Nussbaum, protagonisti del progetto Jazz in Trio e del disco Pianiparalleli (Jazzy Records, 2017), divenuto anche film per la regia di Gianni Di Capua. Nel tempo Mazzarino ha condiviso il palco con Bob Mintzer, Steve Grossman, Lester Bowie, Eddie Henderson, Claudio Roditi, Mick Goodrick, Jimmy Cobb, Carl Allen, Reggie Johnson, Bucky Pizzarelli, Valery Ponomarev, Kurt Rosenwinkel, Bobby Durham, George Robert, Irio De Paula, e con molti dei maggiori jazzisti italiani, tra cui Enrico Rava, Paolo Fresu, Massimo Urbani, Fabrizio Bosso, Nicola Stilo, Flavio Boltro, Marco Tamburini, Max Ionata, Tullio De Piscopo, Daniela Spalletta, Rosario Giuliani, Francesco Cafiso, Paolo Silvestri.
Accanto all’attività concertistica, Mazzarino ha sempre coltivato un’intensa vocazione culturale che lo ha portato a immaginare, progettare e dirigere festival, stagioni concertistiche e iniziative formative in tutta Italia. La sua visione unisce cura organizzativa, conoscenza profonda della scena jazzistica internazionale e sensibilità artistica, trasformando ogni manifestazione in un luogo di scambio, crescita e condivisione. Molti dei festival e dei progetti da lui diretti – tra cui Piazza Jazz, Messina Sea Jazz Festival e Crema Jazz Art Festival – sono diventati punti di riferimento per musicisti, studenti e pubblico.
La stessa visione si riflette nella sua intensa attività didattica, che per Mazzarino non è semplice trasmissione tecnica, ma condivisione di un modo di pensare, ascoltare e abitare il Jazz. Dal 2004 al 2008 è Direttore Didattico dell’Accademia Musicale Siciliana e dal 2005 al 2009 docente di Musica d’Insieme al Roma Jazz’s Cool, una delle realtà formative più prestigiose in Italia. La sua esperienza didattica ha avuto una forte dimensione internazionale: nel 2014 viene invitato a tenere una masterclass al Berklee College of Music di Boston e negli anni collabora con istituzioni come la Swiss Jazz School di Berna, il Conservatorio Nacional di Lima, diversi Istituti Italiani di Cultura nel mondo, il Conservatorio “Arcangelo Corelli” di Messina e il Saint Louis College of Music di Roma. Centinaia di giovani musicisti provenienti da tutto il mondo hanno studiato con lui nei corsi e nelle masterclass inserite nei festival da lui diretti, dove l’aula e il palcoscenico dialogano continuamente. Attualmente insegna A Vibo Valentia,  presso il Conservatorio Fausto Torrefranca, è docente di ruolo di Tecniche di Improvvisazione Musicale.
Nella sua musica, nella sua didattica e nel suo lavoro culturale, Mazzarino porta avanti un’idea di Jazz intesa come responsabilità e come relazione: un’arte che vive nella cura del dettaglio, nella profondità dell’ascolto e nella capacità di trasformare ogni incontro in un’occasione di crescita reciproca. Questa attività, ampia e capillare, testimonia la forza con cui Mazzarino vive l’insegnamento: non come semplice trasmissione tecnica, ma come condivisione di un modo di pensare, ascoltare e abitare il Jazz.

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In concerto con Bob Mintzer
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Giovanni Mazzarino, Fabrizio Bosso, Rosario Bonaccorso, Nicola Angelucci al termine di un concerto a Udine nel febbraio 2016
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In concerto con Mark Murphy al Blue Note di Milano
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Berna(CH) - febbraio 2002 with Randy Brecker - George Robert - Stefano Senni and Andrea Michelutti

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